Nessi, ti ricordi quanto ti dava fastidio il fatto che nell’accarezzarti finivamo a tormentarti quella punta di coda bianca. La punta di un pennello che facevi rispettare arrabbiandoti con soffiatine o parando con zampate di piotine. La facevi sparire, a volte, acciambellandoti sotto il tuo corpo ed eri vigile con le zampotte incrociate sotto il mento al nostro passaggio. Ma, ti rammenti, quante volte lasciando quel ciuffetto bianco incustodito, al nostro passaggio, ci venisse normale toccartelo. Un verso di dissenso, quando eri in vena di sopportazione. Ma poi bastava accarezzarti con l’indice e il medio in mezzo alla fronte, al culmine di quella mascherina bianca, una sorta di fiammella, che ti dava un certi aspetto da super-eroina.
Testatin.